Azzorre

La volta scorsa abbiamo parlato tanto di altro e poco di Azzorre.

Ora stiamo per lasciare questo arcipelago diretti in Mediterraneo ed è quindi tempo di rendergli omaggio.
E’ la sesta volta che Luigi e io vi approdiamo, sia arrivando dai Caraibi che dall’ America e sempre l’isola di Fajal ci ha accolti con amicizia.
Una decina di giorni fa, al termine della traversata da Bermuda, Filippo ha issato la bandiera portoghese e nella foschia ci è apparsa la città di Horta, con i caratteristici colori bianco e nero delle sue case e tanto, tanto verde.

 

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Una quindicina di miglia prima dell’arrivo, i nostri telefonini hanno avuto campo ed è stato buffo ritrovarci tutti nella stesso momento con il cellulare incollato all’orecchio, cercando di fare mille telefonate a parenti e amici.

 

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Alla sera, per festeggiare, Edit ci ha preparato una torta che indicava le miglia percorse da Bermuda.

 

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Le Azzorre non sono isole “facili”, così piantate lì in mezzo all’Atlantico, attaccate dal vento, dal mare, dalle molte perturbazioni. Il clima è quello che si può immaginare: piove, fa più o meno sempre freschino, nebbia, acqua fredda e qualche settimana di sole. Però… i velisti che ritornano in Europa le amano molto. Io, in particolare.

 

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Nonostante il clima duro, le isole sono molto accoglienti e rilassanti. La popolazione è estremamente gentile, mite e pacifica, tutti contenti di subire ogni anno qualche mese di allegra invasione da parte di centinaia di barche a vela che vengono e vanno; barche da cui scendono personaggi differenti, che parlano tutte le lingue del mondo e che prima di ripartire colorano tutte le banchine con i loro murales, a ricordo del loro passaggio. Anche Bobo ha provveduto a lasciare traccia di Canova.

 

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Durante la “bella” stagione, le isole si riempiono di ortensie e il verde dei prati e dei crinali diventa splendente. Le attività si dividono tra quelle indotte dal passaggio delle barche a quelle tradizionali rurali e agresti. Il Caffè Sport, a Horta, è da tre generazioni il locale dove si raccolgono tutti i velisti attraversatori. Vi si può trovare anche una collezione di preziose incisioni fatte sui denti di balena; arte che va scomparendo, perchè va scomparendo la materia prima…(anche se le Azzorre rimangono ancora un buon punto per l’ osservazione dei cetacei).

 

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Adesso riprendiamo il mare: Gibilterra è a 1100 miglia. Se avremo bisogno ci fermeremo a fare gasolio, altrimenti via ancora per altre 1000 miglia fino a Malta.

Là comincerà la stagione estiva e un nuovo capitolo per Canova.

 

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