Chi va piano va sano e va lontano…

 

 

…e per rispettare questo antico e saggio motto abbiamo attraversato l’Atlantico impiegandoci 13 giorni (e pochi minuti). Per una barca come Canova, considerando che abbiamo avuto quasi sempre buon vento, è stata un’eternità. Potevamo farcela in 10 giorni. E allora, perché tutto ‘sto tempo? Semplice, abbiamo veleggiato senza randa per una decina di giorni a causa di un paio di guai che non potevamo certo riparare con 25-30 nodi di vento costanti e 3-4 metri di onda. Quando le condizioni meteo si sono calmate un po’, l’intero equipaggio maschile, capeggiato da un infaticabile e intenibile Luigi (anfetamine o cocaina??) voglioso e determinato a risolvere il problema, si è esibito in numeri a dir poco circensi riparando la vela danneggiata. Per dovere di cronaca devo precisare che il nostro genova tangonato ha fatto il suo dovere e la media finale è stata comunque di 9,1 nodi (record all’undicesimo giorno con 270 miglia percorse), ma se avessimo potuto usare la randa… non ce n’era per nessuno!!

 

 

 

 

Per il resto, tutto bene. L’equipaggio, nuovissimo a navigate di questo genere, ha tenuto botta dapprima con entusiasmo e poi con serietà e poi con abnegazione e poi… con rassegnazione (intanto, mica potevano scendere!). No, scherzo, penso e spero che sia stata per loro un’esperienza decisamente positiva anche se un po’ faticosa. E poi ci divertiamo perchè a bordo c’è sempre un bel misciotto di lingue: Edit, ungherese, parla italiano con noi e inglese con Erik. Erik, francese, parla francese con me e inglese con gli altri. Gli altri, italiani, parlano inglese con Erik e non capiscono una parola di francese. Ho perso il filo… Il più divertente, però, è il nostro capitano che per non discriminare Erik e non farlo sentire linguisticamente abbandonato, parla ormai solo francese con tutti (beh, oddio, francese…), suscitando perplessità nei più.

 

 

Abbiamo festeggiato i 35 anni di Daniele, perso un bel po’ di pesci alla traina e tirato a bordo solo quattro lampughe, subito finite in cucina. Anche i pesci volanti, solitamente molto numerosi in Atlantico si sono fatti negare e al massimo se ne raccoglievano 4 o 5 al giorno (record di presenze una mattina a bordo de La Numero Uno: 105 !!) . Mangiato molto bene, bel tempo, pochissima pioggia, pochissimi groppi notturni, onde alte ma più corte e irregolari del solito e nessun, dicasi nessun incontro con navi o barche ad eccezione di un solitario, sicuramente un po’ fuori di cotenna, che solcava l’oceano a bordo di una barca a vela improbabile, forse procedendo a 3 nodi, con le onde che lo sommergevano, vagamente diretto ai Caraibi, senza tempo e senza precisa meta.

 

 

Ora siamo ancorati a sud della Martinica assieme a non meno di altre 600 barche (sic). Fa caldissimo, c’è caos, il traffico fa invidia a quello di Milano e Roma, i negozi che ci servirebbero sono già in chiusura prenatalizia e la crisi economica globale c’ha messo del suo.

Oceano oceano, dove sei?

BUON NATALE A TUTTI. Ricambiamo i tantissimi auguri ricevuti, di cuore e davvero!!!!

 

 

 

4 Responses to Chi va piano va sano e va lontano…

  • Corinne says:

    Repos bien mérité !
    Buon Natale a tutti !!!
    Grazie Irene per queste belle fotografie e per il resoconto delle vostre avventure….
    Bacci a tutti

  • Marco e Adriana says:

    Ciao lupi di mare, ho letto il vostro ultimo post dalla nuova casa di Giampi e Betsy che vi seguono attentamente. Ebbene si siamo tornati in NZ in pianta stabile con Giulio (ormai 7 anni!) e stiamo costruendo una nuova casa nel nostro terreno. Siamo felicissimi di essere qui.Un buon natale da parte di tutti noi e di Giampi e Betsy e vi seguiro’ anch’io adesso che ho trovato il vostro blog!
    Abbracci e baci

  • Emily says:

    buon Natale a tutti cos’era la goletta bianca quell’uccello?che spendide foto!

  • eugen says:

    sziastok!!!!!!!!!!!!! ciao!! belle foto!! daniel 35 ani????forever young!!!

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